Posterous theme by Cory Watilo

"Io vivo per dominare la vita, non per esserne schiavo!"

Era una domenica mattina e il tichettìo della pioggia mi accompagnava verso l'inizio di un nuovo giorno. L'inverno stava finendo e tra le nuvole spuntava leggero qualche piccolo raggio di sole. Abbracciai forte il cuscino, stringendolo a me come mai avevo fatto prima. Fu in quel momento che per la prima volta ringraziai Dio di esserci, di essere ancora qui nonostante tutto.

C'era qualcosa che stava cambiando, qualcosa di nuovo stava crescendo dentro me. Sentivo il bisogno di qualcosa di nuovo. Non potevo più permettermi di essere soltanto lo spettatore di uno show di cui avrei dovuto essere la protagonista. Era ora di prendere la mia vita a piene mani e assaporarla in tutta la sua essenza.

Avevo compreso in quel momento che la mia felicità era fatta dall'insieme di piccoli istanti che sapevano ripagarmi di tutte le sofferenze vissute sino ad allora. Era ora che cacciassi quell'insicurezza, quelle paure, quella timidezza che mi avevano sempre contraddistinta. Era ora che mostrassi chi ero veramente, di star bene con me stessa. Era giunto il momento di un nuovo inizio.

Sì, mi sono innamorata di te.

Vuoi che te lo dica? Sì, mi sono innamorata di te.

Di te che sei il mio primo pensiero al mattino quando apro gli occhi e quello che alla sera non mi fa dormire per la paura di sognarti ancora.

Te che quando ti vedo non riesco a non sorridere.

Te che sei il mio sogno più bello.

Te che basterebbe un tuo bacio a far tremare il mondo.

Te di cui porto il sorriso nella mente e gli occhi nel cuore.

Te che quando mi sfiori, dentro di me parte una scarica di fuochi d'artificio.

Te che vorrei intrecciare le tue dita tra le mie.

Te che hai il sapore di bei sogni.

Te che mi hai intrappolata in quel labirinto dei tuoi occhi.

Te che vorrei averti vicino prima di dormire.

Te che mille volte avrei voluto lanciarti le braccia al collo.

Te da cui sogno un bacio.

Te che quando mi abbracci e stringi a te sento il tempo fermarsi.

Te che mi fai vivere con i tuoi sorrisi.

Te che quando ti vedo sento il cuore sciogliersi.

Te che sei sempre tra i miei pensieri.

Te che ora vorrei averti qui e sentire il tuo cuore battere sul mio.

Te che vorrei sentire i tuoi capelli scivolarmi tra le dita.

Te che quando sorridi illumini il mondo, il mio mondo.

Te a cui vorrei donare i miei risvegli al mattino avvolgendoti in un abbraccio.

Te di cui non avrei mai dovuto innamorarmi.

E' notte. Le oscurità hanno avvolto con un manto di nuvole ogni cosa, mentre il ticchettìo della pioggia che cade sul terreno accompagna i miei pensieri più nascosti.

Penso a te, a come sarebbe poterti stringere forte senza quella paura che mi frena ogni volta che il tuo sguardo incrocia il mio, causandomi quello stupido sorriso che mi fa sentire quasi come una bambina di tre anni o giù di lì.

Penso a quanto batte forte il mio cuore quando prendi le mie mani tra le tue, senza nemmeno rendertene conto.

Penso a come vorrei essere lì con te, stanotte, per asciugare dal tuo cuore le lacrime che versa.

Penso a come in fondo le nostre anime siano fatte della stessa cosa, ma che per vari motivi non siano destinate a congiungersi.

Penso a quanto sia sbagliato tutto questo, a come sia sbagliato che ora tu sia l'unica cosa di cui mi importi.

Sunrise
Ci sono mattine in cui il cielo decide di regalarti uno spettacolo come questo, un po' come quei giorni in cui la vita ti regala quelle persone che sanno farti sorridere con il solo fatto di esserci.

Sì, perchè se ne sta lì, nascosta in un angolo del mio cuore, ma sempre presente nel suo sentimento infinito, capace di donarti anche il minimo raggio di luce necessario per accendere quella scintilla capace di rischiarare le più profonde oscurità.

Ci sono alcune persone che entrano nella tua vita direttamente dalla porta d'ingresso, senza nemmeno bussare. Sono quelle persone capaci di prenderti dritto allo stomaco, capirti senza nemmeno conoscerti.

Sono quelle che non sai se rimarranno per sempre sulla tua strada, ma che ci speri con tutte le tue forze.

Sono quelle che ti fanno star bene, che ti rendono incapace di non sorridere, che ti sanno donare una carezza al cuore al momento giusto.

Sono quelle per cui saresti disposto a correre a piedi da loro ogni qual volta ne hanno bisogno. Quelle per cui ti svegli durante la notte anche solo per rispondere ad un messaggio.

Sono quelle che ti fanno sorridere solo guardandoti, quelle che per quanto ti ci affezioni ti fanno anche paura.

Sono quelle come te, che nei periodi più duri sanno farmi stare bene. Grazie.

 

I nostri sguardi si incrociarono per un istante.

In un attimo mi sentii spogliata di fronte a quegli occhi. Era come se da quel minimo contatto visivo, fossi stata espropriata dell'ultima barriera capace di proteggere la mia intimità. E' così che in uno sguardo ci ritrovammo a far l'amore mille e mille volte nella mia mente.

Si avvicinò allungando leggera la sua mano e accarezzandomi il viso, per poi perdersi a giocar con i miei capelli, scombussolandoli. Le forze abbandonarono in un istante il mio corpo, lasciandolo in balìa di quanto stava succedendo, mentre nello stomaco nasceva una strana sensazione. I suoi occhi erano sempre fissi su di me e sul suo volto si dipinse un sorriso come mai ne avevo visti.

Un impulso spingeva i nostri cuori uno verso l'altro, quasi come un richiamo ancestrale che solo gli spiriti nella loro più profonda essenza possono percepire. Ogni cosa attorno a me era impregnata della sua persona.

Mi abbracciò, stringendomi a sè con fare deciso e delicato allo stesso tempo, e in seguito mi adagiò con dolcezza sul manto verde sotto di noi.

Sentivo il suo respiro sfiorarmi il collo, quasi fosse una brezza primaverile. Le sue labbra si posarono sulle mie, spingendo i battiti del mio cuore ben oltre i suoi limiti. Impercettibili instanti col sapore dell'eternità.

Eravamo taciti complici di una delle più grandi meraviglie del mondo e non c'era nulla, se non il mondo stesso, a testimone di quel momento solo nostro.

 

Ci sono cose che vanno vissute in silenzio.

Ci sono cose che vanno vissute in silenzio.

Sentimenti inconfessabili, desideri e pulsioni che vanno repressi.

Emozioni che possono trovar spazio solo in fondo al cuore, negli angoli più nascosti. Quelli dove tira sempre vento, ma a cui si cerca di non dare mai ascolto.

Sogni che nascono nelle notti più buie, liberando nell'anima i sentieri più nascosti.

Sfiorarsi di due anime che provocano inaspettate sensazioni.

Batticuori che nascono da sguardi incrociati.

Infinito desiderio di quel bacio che nasce da uno sguardo, passando per una carezza e si conclude con l'assaporare in un istante l'eternità sulle sue labbra.

Sorprendersi a sorridere con l'ingenuità di un bambino al suo solo pensiero.

Immensa voglia di stringersi in un abbraccio abbandonandosi al sonno.

Sentirsi intrappolati come nel peggiore dei dedali in un suo sguardo.

Vivere di emozioni silenziose e inconsapevoli.

Ci sono cose che bisogna vivere in silenzio dentro di sè.

Credo di averla guardata negli occhi solamente una volta. Li aveva di un colore che non avevo mai visto prima. Era un misto tra grigio, verde e blu. So solo che quando li vidi ne rimasi innamorato.

Solitamente portava sempre degli occhiali scuri, con la superficie specchiata. Io credo lo facesse per far sì che le persone non potessero esplorare quel mondo che si scorgeva all'interno dei suoi occhi. L'unica volta che riuscii a osservarli, anche se fu solo un istante, mi sentii intrappolato. Ero finito nella rete del suo mondo. Non avevo via di scampo. Scorsi in un attimo una marea di insicurezze, pianti e sorrisi nascosti. Emozioni e sentimenti troppo delicati per essere svelati al mondo.

Credo portasse degli occhiali specchiati per costringere i suoi interlocutori a guardarsi prima loro stessi negli occhi. Forse aveva ragione lei, prima di guardare negli occhi gli altri, dovremmo imparare a guardare dentro i nostri.

Non so per quale motivo mi concesse il privilegio di scorgere un attimo della sua anima, so solo che da quel momento un pezzo della mia rimase intrappolato nella sua.

 

E...se ti dicessi che ti amo?

A volte penso a come potrebbe essere, a vivere una sorta di sliding doors. Immagino noi due, lassù, su quella collina seduti a guardare un cielo come non l'avevamo mai visto prima. Attorno a noi solo degli alberi, quasi a proteggere quell'istante che stiamo vivendo.

Tu sei lì, di fianco a me, che mi parli delle più svariate cose, ma io sono da un'altra parte, in un altro mondo. La mia mente è persa nel blu dei tuoi occhi, come fosse intrappolata in un labirinto da cui è quasi impossibile uscire. Sento i palpiti salire, il cuore sbattermi nel petto. Dio solo sa quanto vorrei afferrare il tuo viso tra le mani, stenderti sull'erba e baciarti. Vorrei sentire le tue labbra posarsi sulle mie, il tuo petto contro il mio per sentire i nostri cuori unirsi in un unico battito.

La fantasia mi trasporta su pensieri lontani, quando all'improvviso vengo ricatapultato nella realtà da un tuo sfiorarmi la mano. Si alza un leggero vento che ti scompiglia i capelli, ti guardo e sorrido mentre tu fai lo stesso. Tra me e me penso: "E se ti dicessi che ti amo?". Considero le mille conseguenze possibili, ma alla fine capisco che la cosa più giusta da fare è quella di confessarsi. In quell'istante sei tu ad afferrarmi per il colletto del giubotto e tirarmi a te. Incredulo, cerco di collegare se realtà e immaginazione si siano fusi in un'unica dimensione. Siamo veramente noi due. Tu hai gli occhi chiusi, ma io non riesco a smettere di fissarti, non riesco a credere a quanto sta accadendo. Il tuo volto è bagnato di una luce rossastra che si confonde con il rosso che sta colorando le tue guance. Ti stringo a me e mi stendo sull'erba bagnata di una leggera rugiada serale.

Continui ad elencarmi i tuoi pensieri, quando all'improvviso mi sfiori la mano. Guardo il tuo volto illuminato dal crepuscolo; mi osservi e sorridi mentre un po' di vento ti smuove i capelli spettinandoti un po'. Tra me e me penso:"E...se ti dicessi che ti amo?".

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Fire in the rain.

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Una fiamma che arde nonostante l'acqua che le scorre al di sopra. Un qualcosa che resiste sempre, all'interno di qualcosa, di un mondo che cerca di sopprimerla.

Io credo che il mondo sia fatto essenzialmente di sacrifici da fare, di scelte. E credo che siano proprio queste ultime a determinare i comportamenti e ciò che una persona è. Non è sempre facile mantenere gli equilibri delle cose, perchè inevitabilmente prima o poi i andrà a ferire qualcuno, anche involontariamente. Siamo tutti un imprevisto nella vita altrui, una correlazione infinita di situazioni che condizionano le une quelle degli altri. Una maledetta e infinita rete che ci costringe a relazionarci con gli altri determinando circostanze e situazioni che non sempre rendono le nostre vite semplici.

Sarebbe ideale riuscire a risolvere tutto con un colpo di bacchetta, scopa, tacco o qualunque altro oggetto a cui si voglia attribuire un qualcosa di magico; ma le regole di questo mondo non sono queste.

Essenzialmente veniamo catapultati in questa realtà senza ben sapere da dove veniamo e per quale motivo siamo effettivamente arrivati qui. Le regole sono poi molto semplici: la tua partita ha una durata di un certo tot. di tempo (che tu ovviamente ignori) e tutto ciò che devi fare è scorrazzare qua e là su questa terra guidato dalla tua volontà e influenzato da quella degli altri esseri viventi (che ovviaente differiscono a volte più, a volte meno dalla tua). In tutto questo correre a destra e a manca poi ci sono diversi stati d'animo che ti trovi ad attraversare, la maggior parte dei quali ti porta ad essere in contrasto con almeno uno degli aspetti della vita che stai vivendo. E tutto questo va avanti finchè non arriva il giorno in cui hai fatto punteggio pieno senza rendertene conto. Quello in cui viene estratto il biglietto con il tuo numero, quello che indica che hai fatto abbastanza. E in quel momento magari senti che avresti potuto far di più, ma evidentemente più di così non era scritto sul foglio che porta il tuo nome.

Forse, certe situazioni ci vengono imposte per insegnarci a non mollare, a essere più forti, a cercare di lottare per le cose a cui teniamo. Per insegnarci che dobbiamo resistere, essere come fuoco nella pioggia.